La superbia del sacrestano

La superbia del sacrestano

Cera una volta un vecchio e saggio parroco di campagna, molto soddisfatto del risultato della sua pastorale.
Aveva un unico cruccio ed era quello di non essere riuscito a correggere il suo più stretto collaboratore:

il suo sacrestano.

Questo eccedeva, nonostante i richiami, in superbia.
Quindi pensò ad un singolare stratagemma:
mandò il sacrestano a tinteggiare una nicchia vuota, posta in alto nella chiesa, che avrebbe dovuto ospitare la statua di un nuovo santo.
Il sacrestano, dopo essere salito con la scala, si apprestò ad eseguire l’ordine del parroco che, nello stesso momento, levò subito la scala dalla nicchia e iniziò a suonare le campane a festa.
Accorse numerosa gente che chiese al sacerdote cosa fosse successo, ed allora il parroco spiegò:
“Venite abbiamo un nuovo Santo:

guardate la nicchia dove c’è Toni-Santo!”

La gente vedendo il sacrestano così ben posto nella nicchia cominciò ad elencare pubblicamente i vari difetti noti e meno noti, svergognandolo all’inverosimile.
Toni apprese la lezione inferta dal suo parroco e da quel giorno intraprese per davvero la via della santità.

Brano di Dino De Lucchi
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Revisione del racconto a cura di Michele Bruno Salerno
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