Con devozione

Con devozione

Una volta, tanto tempo fa, due anziane suore sbagliarono fermata con il treno, e scesero alla stazione successiva rispetto al luogo in cui era ubicato il loro convento.
Data la tarda ora, non ci sarebbe stata nessuna altra corsa per poter rimediare.

Consigliate, si rivolsero ad un carrettiere che, con il suo cavallo,

le avrebbe portate a destinazione, essendo questo il suo mestiere.
Interpellato, confermò che le avrebbe accompagnate, ed anche gratis, ma sarebbe stato molto difficile, perché il cavallo non si sarebbe spostato in alcuna maniera se lui non avesse detto prima una bestemmia,

come si usa purtroppo in Veneto.

La suora più anziana, per niente scandalizzata dall’affermazione del carrettiere, replicò:
“Buon uomo, noi dobbiamo per forza rientrare data la tarda ora e se proprio deve dire questa parolaccia, la dica con devozione!”

Brano di Dino De Lucchi
© Ogni diritto sul presente lavoro è riservato all’autore, ai sensi della normativa vigente.
Revisione del racconto a cura di Michele Bruno Salerno

Chi cerca trova

Chi cerca trova

Durante una sera d’autunno, un distinto signore anziano si recò lungo il viale alberato di una nota clinica.
Camminando piano piano, con la punta del suo bastone,

era intento a spostare le foglie cadute.

Alcune infermiere, mentre stavano per rientrare a casa a fine turno, si avvicinarono incuriosite e chiesero al nonnetto cosa stesse facendo.
Lui con un fil di voce senza alzar la testa, rispose:

“Cerco soldi!”

Le infermiere, impietosite, decisero di aiutarlo spostando anche loro meticolosamente le foglie.
Passarono dei medici che, dopo essere stati informati del problema, si unirono, facendo una razionale linea di ricerca.
Sopraggiunse anche il Primario che, dopo essere stato messo al corrente del motivo dell’assembramento, non volle essere da meno e chiese all’anziano dove avesse perso esattamente i soldi.

L’anziano rispose:

“Io non li ho persi, li cerco solamente perché ne ho estremo bisogno!”
Impietositi e divertiti tutti decisero di fare una generosa coletta al simpatico nonnetto.

Brano di Dino De Lucchi
© Ogni diritto sul presente lavoro è riservato all’autore, ai sensi della normativa vigente.
Revisione del racconto a cura di Michele Bruno Salerno

Il mercante, il cavallo ed il chiodo

Il mercante, il cavallo ed il chiodo

Un mercante aveva concluso ottimi affari alla fiera:
aveva venduto tutta la merce e la sua borsa era gonfia di pezzi d’oro e d’argento.
Per prudenza voleva rientrare a casa prima del cadere della notte e decise perciò di mettersi sollecitamente in marcia.
Assicurò saldamente la sua borsa alla sella del suo cavallo e poi lo spronò, partendo al galoppo.

Verso mezzogiorno fece tappa in una città.

Il palafreniere che aveva accudito il suo cavallo, tendendogli le redini, gli fece notare un particolare:
“Signore, al cavallo manca un chiodo al ferro della zampa posteriore sinistra!”
“Lascia perdere,” sbottò il mercante, “per le sei leghe soltanto che mi restano da fare, il ferro terrà benissimo. Ho fretta!”
A metà pomeriggio, il mercante sostò a una locanda e fece dare una razione d’avena al suo cavallo.
Il valletto che badava alla stalla venne a dirgli:
“Signore, manca un ferro alla zampa posteriore sinistra del vostro cavallo.

Se volete, provvedo a ferrarlo.”

“Ma no,” disse il mercante, “ho molta fretta e la bestia sopporterà bene le due leghe che mi restano da fare.”
Risalì in sella e continuò la strada, ma poco dopo il cavallo cominciò a zoppicare.
Non zoppicò a lungo prima di incominciare a vacillare.
Non vacillò a lungo prima di cadere e spezzarsi una zampa.
Così il mercante fu costretto ad abbandonarlo.
Si caricò la borsa sulle spalle, fu sorpreso dalla notte quando la strada si inoltrava in un bosco pericoloso, due malandrini lo derubarono di tutto e arrivò a casa il mattino dopo, pesto e arrabbiato.

“E tutto per colpa di un maledetto chiodo!” concluse.

Le catene non tengono unito un matrimonio.
Sono i fili, centinaia di piccoli fili, a cucire insieme i coniugi nel corso degli anni.
Tanti piccoli fili “da niente.”
Ma noi abbiamo sempre fretta e spesso ne spezziamo qualcuno.
Finché ci sorprende il disastro.

Brano dei Fratelli Grimm

La ricerca del palloncino (La ricerca della felicità)

La ricerca del palloncino
(La ricerca della felicità)

Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario.
Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo.
Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi.

Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso.

Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.
Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti.
La scena fu questa:
tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate…

Nella stanza regnava il caos totale!

Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino.
Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso.
In pochissimi minuti tutti avevano in mano il proprio palloncino!

A questo punto l’oratore disse:

“Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita.
Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità… giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla.
La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone.
Rendete loro felici e avrete la vostra felicità.
È questo lo scopo della vita umana.”

Brano senza Autore, tratto dal Web