Non disperare la tua anima gemella è là fuori!

Non disperare la tua anima gemella è là fuori!
Tra 7 miliardi di persone In 5 continenti.
Sperando che sia viva…. e che sia single.

Citazione Anonima.

Non voglio essere la cosa più bella della tua vita

Non voglio essere la cosa più bella della tua vita.
Voglio essere la cosa che sceglieresti ancora malgrado tutte le cose belle che hai.

Citazione di Paola Felice.

Una cosa che ti fa sentire così bene, non può essere sbagliata

Una cosa che ti fa sentire così bene, non può essere sbagliata.

Citazione tratta dalla serie televisiva Grey’s Anatomy.

Circondati di chi ti capisce anche quando non parli.

Circondati di chi ti capisce anche quando non parli.

Citazione Anonima.

Se non puoi essere la penna per scrivere la felicità di qualcuno…

Cerca di essere la gomma per cancellarne la tristezza.

Citazione di Charles Monroe Schulz.

Senti, non importa quanto tempo ci vuole.

Non devi pensare troppo in là in questo lavoro, se no diventi matto.
Allora a cosa devo pensare?
A oggi. Guarda che bella giornata.

Citazione tratta dal libro “Le otto montagne.” di Paolo Cognetti.

Anche se la finestra è la stessa,

non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose: la veduta dipende dallo sguardo.

Citazione di Alda Merini.

Il baratto

Il baratto

Un uomo dovendo andare via per un lungo viaggio, lasciò come consegna alla moglie di vivere durante la sua assenza senza denaro, barattando solo con i frutti della loro terra.
Questo perché la donna non aveva dimestichezza con il denaro dato che era tarda a comprendere regole e valore.
Durante la sua assenza passò per la loro fattoria un venditore ambulante di pentole e propose alla donna l’acquisto della sua mercanzia.
Questa dimostrò interesse per un piccolo pentolino di rame, ma spiegò che non aveva denaro e che avrebbe semplicemente potuto fare un baratto.

Il commerciante disse:

“Cosa mi propone in cambio?”
La donna replicò:
“Mio marito conserva del metallo sotto il letto che io temo possa attirare i fulmini; può andar bene?”

“Mostramelo!” rispose lui.

Il commerciante sbalordito vide che erano tante monete d’oro e d’argento e le disse:
“Per questo metallo ti lascio tutto il carretto con le pentole e pure l’asino!”
La donna chiese:

“Cosa ne faccio di tutte queste pentole!”

“Mettile rovesciate sopra i pali della recinzione a mo di capello, così se piove non marciscono e farai felice tuo marito!”
Al ritorno l’uomo vide da lontano la sua proprietà adornata di pentole e allarmato chiese spiegazione alla moglie che spiegò:
“Ho fatto come mi hai comandato; con il tuo metallo che avevi sotto il letto ho barattato tutte queste pentole mettendo in salvo i nostri pali!”
Grande e inconsolabile fu la disperazione dell’uomo che dovette tenersi moglie e pentole.

Brano di Dino De Lucchi
© Ogni diritto sul presente lavoro è riservato all’autore, ai sensi della normativa vigente.
Revisione del racconto a cura di Michele Bruno Salerno

Cappuccino senza febbre, grazie!

Cappuccino senza febbre, grazie!

Cristina era la proprietaria nonché la barista di un piccolo bar situato in un paesino di montagna.
Serviva i suoi clienti con la bontà e la pazienza di Cristo, applicando la massima:

“Il cliente ha sempre ragione!”

Questo nonostante a volte fosse stanca o avesse lavorato troppo.
La sua affezionata clientela la adorava e la pubblicità per il suo piccolo bar era il loro passaparola.
Faceva eccezione un cliente che era esageratamente esigente,

già cacciato da altri bar in passato.

Ogni giorno aveva una lamentela per l’abituale cappuccino.
Un mattino, come il solito, si lamentò perché non aveva la temperatura giusta.
Dopodiché, la nostra Cristina, esasperata dalle asfissianti lamentele e febbricitante, mise il proprio dito dentro la tazza dicendogli:

“Adesso provi a berlo!

Ho la febbre a trentotto e mezzo ed immagino che si sia scaldato secondo le sue esigenze!
Non conosco altri metodi per riscaldarlo, ma se vuole, le posso anche sciogliere lo zucchero!”
Da quel giorno il cliente migliorò il suo comportamento, ma non mancava di ordinare:
“Cappuccino senza febbre, grazie!”

Brano di Dino De Lucchi
© Ogni diritto sul presente lavoro è riservato all’autore, ai sensi della normativa vigente.
Revisione del racconto a cura di Michele Bruno Salerno

La lista della spesa e la preghiera

La lista della spesa e la preghiera

Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari.
Si avvicinò al gestore del negozio e, umilmente a voce bassa, gli chiese se potesse avere una certa quantità di alimenti a credito.
Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo.
L’uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi.

Dolorosamente la donna supplicò:

“Per favore signore!
Le porterò il denaro più in fretta che posso!”
Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva andare in un altro negozio nel quartiere.
Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la povera donna.
Il droghiere con voce riluttante, chiese alla donna:
“Hai una lista della spesa?”

Con un filo di speranza nella voce, la donna rispose:

“Sì, signore!”
“Bene,” disse l’uomo, “Metta la sua lista sulla bilancia.
Le darò tanta merce quanto pesa la sua lista.”
La donna esitò un attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta e scarabocchiò qualcosa in fretta, poi posò il foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa bassa.
Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi di colpo e rimanere abbassato.
Il droghiere fissando la bilancia, brontolò:
“È incredibile!”
Il cliente sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia.
Sbatteva sul piatto scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva.
Così continuò e continuò, con una smorfia di disgusto sempre più marcata.
Alla fine afferrò il foglietto di carta e lo fissò, livido e confuso.

Non era una lista della spesa.

Era una preghiera:
“Mio Dio, tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno:
metto tutto nelle tue mani.”
Il droghiere consegnò alla donna tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato.
La donna ringraziò e lasciò il negozio.

Brano tratto dal libro “Ma noi abbiamo le ali.” di Bruno Ferrero. Edizione ElleDiCi.