L’asceta e gli animali

L’asceta e gli animali

C’era una volta un asceta, santo e penitente, che viveva sui fianchi di una montagna, lontano da tutto.
Si nutriva con le bacche degli alberi e le radici della terra e beveva l’acqua limpida del ruscello che scorreva nei pressi della sua capanna.
Per vestito indossava soltanto un paio di vecchi calzoni sbrindellati.

Ne aveva solo un altro paio, che gli serviva per il cambio.

Trascorreva la giornata nella contemplazione di Dio e delle meraviglie del creato.
Da tutte le parti, uomini devoti e pii venivano a visitarlo per avere la sua benedizione, che si rivelava sempre prodigiosa, e per chiedere le sue preghiere, che erano sempre efficaci.
Nella foresta però proliferavano alcuni grossi topi, che un giorno rosicchiarono i calzoni del santo eremita fino a renderli assolutamente inservibili.
Quando vennero i devoti visitatori, il sant’uomo si lamentò.

Quelli gli suggerirono il rimedio:

doveva prendersi un gatto.
Gliene portarono uno, così i topi sparirono e l’altro paio di calzoni si salvò.
Ma ora bisognava nutrire il gatto.
I fedeli gli portarono una mucca, perché i gatti amano il latte.
Le mucche mangiano l’erba e quindi l’eremita poteva facilmente nutrire la sua mucca.

Ma l’erba dei dintorni era striminzita e sgradevole,

così l’eremita cominciò a curare un vero prato.
Ora il suo tempo era tutto occupato dal prato, dalla mucca e dal gatto.
Non riusciva più a concentrarsi su nient’altro.
I fedeli che vennero a visitarlo si accorsero ben presto che era cambiato:
la sua benedizione non faceva più prodigi e le sue preghiere non ottenevano più nulla.

Brano senza Autore

L’esperto di quadri

L’esperto di quadri

C’era una volta un vecchietto che aveva un grave problema di miopia.
Nonostante il suo handicap era un esperto nel valutare le opere d’arte e di questo si vantava.

Un giorno visitò il Louvre di Parigi con la moglie ed alcuni amici,

ma nell’entrare inciampò e gli si ruppero gli occhiali.
Dopo l’incidente non sarebbe riuscito a vedere in modo nitido i quadri e il loro soggetto.
Questo però non gli impedì di manifestare le sue vantate competenze.

Appena entrarono nel primo salone,

il vecchietto cominciò a criticare i vari quadri in esposizione.
Fermandosi davanti a quello che pensava fosse il ritratto di un corpo intero, iniziò a sproloquiare e con aria di superiorità disse:
“La cornice è assolutamente inadeguata all’immagine.
L’uomo è vestito in modo molto ordinario e trascurato.
L’artista ha commesso un errore imperdonabile, scegliendo un soggetto così volgare e sporco per quel ritratto.

È una mancanza di rispetto verso i visitatori.”

Il vecchietto continuò il suo chiacchiericcio senza smettere, fin quando sua moglie riuscì a giungere fino a lui discretamente.
All’orecchio gli disse a bassa voce:
“Mio caro, stai guardando uno specchio.”

Brano senza Autore, tratto dal Web